Paris, 2004 | 2019

 

Città Invisibile

Un omaggio a italo calvino

Concezione, fotografie e montaggio: Francesco Acerbis

Musica: Michele Agazzi

Italiano | Scoprire la città attraverso un’opera letteraria, ritrovare le parole scritte nella realtà recalcitrante di una metropoli, mescolare le due istanze perché l’immaginazione impregni la lettura delle immagini, e con essa la realtà stessa, riscoprendola e cancellandone quell’alone grigio di scontato e di quotidiano che troppo speso ormai è sinonimo di noia e ripetizione.

Parigi è un’occasione, un laboratorio in cui poter cercare quell’occidente stanco di se stesso ma non ancora pronto a trasformarsi, è un insieme di storia, cultura e contraddizioni, è sciovinismo per una “grandeure” che svanisce e orgoglio per una rivoluzione le cui tracce scompaiono tra i meandri della burocrazia e dei paradossi di una società che diventa sempre più individualista. E’ una città che non smette di stupire e di a ascinare, che si può amare e odiare senza mezze misure. E’ un gomitolo complesso di relazioni, sogni e desideri, in cui il tempo e lo spazio si mescolano nel ritmo dell’individuo che dentro di essi svanisce e riappare come parte della città stessa.

Col tempo la città comincia a parlare, chiedendo di essere ascoltata, guardata; si racconta lungo un lo che la attraversa e a cui ognuno appartiene. Interroga e a erma svelando se stessa.

Calvino nel 1972 descriveva una città universale nelle sue cinquantacinque città invisibili. Ho provato a ritrovarne undici in una sola metropoli mentre imparavo a conoscerla.

English | The idea to cross literature with photography so that words and imagination fantasy atmosphere is superimposed on reality, has long been a focal point in my re ections. With the desire to try to relate these two di erent narrative needs, and watching suddenly speak and fade complement each other, I plunged into the “Invisible Cities” by Italo Calvino.
I am Photographing and decrypting with images these metaphors of paper, I am looking daily that transforms the individual into a character who appears randomly and disappears over time and space, has made Paris the opportunity to tell a “city”, a territory where searching the man and his existence in the early twenty- rst century.
To describe the di erent invisible cities I have looked to approach with appropriate photographic form to reveal also those who wanted to escape the eye.

Italo Calvino in 1972 described a universal city in its 55 cities invisible, I tried to nd eleven in one city while I learned to know her. 

Français"Ville invisible" hommage à Italo Calvino

L’idée de croiser littérature et photographie pour que la fantaisie, son atmosphère faite de mots et d’imagination, se superpose à la réalité, est depuis longtemps un point d’intérêt dans mes réflexions. C’est avec l’envie d’essayer de mettre en rapport ces deux instances narratives différentes et de les regarder soudainement se parler, se compléter et s’effacer mutuellement, que j’ai plongé dans les « Villes invisibles » de Italo Calvino. Photographier et decrypter ces metaphores en papier à travers les images, les rechercher dans un quotidien qui transforme l’individu en personnage aléatoire qui apparaît et disparaît au fil du temps et de l’espace, a fait de Paris l’occasion de raconter une « ville », le territoire d’une quête sur l’homme et son existence au début du XXI siècle.

Pour décrire les différentes villes invisibles j’ai cherché de les approcher avec des écritures photographiques adaptées enfin de dévoiler aussi celles qui voulaient s’échapper au regard.

Italo Calvino en 1972 a décrit une ville universelle dans ses 55 villes invisibles, j’ai essayé d’en retrouver onze dans une seule métropole pendant que j’apprenais à la connaître.