Belgrado, Aprile 2001

Sconfitti tra i Vinti

Belgrado - Piove, la strada che porta alle baracche che, ai tempi della grande Jugoslavia, ospitavano gli operai dell’industria PIM quando erano in trasferta, è ormai una coltre di fango. Sul ciglio, tra l’erba alta e l’acquitrino, alcune persone camminano, cercando di non scivolare, verso la grande strada provinciale che collega il centro città a Pancevo, estrema periferia industriale di Belgrado. Figure scure e silenziose si spostano al passaggio del vecchio taxi guardando attraverso i finestrini. Negli occhi quella domanda ormai scontata: chi viene tra queste baracche, lontane da tutto e nascoste agli occhi di chi non ha dovuto affrontare giorni di marcia, di fuga e di paura, tra uomini e donne che hanno perso il loro passato? Chi sono gli stranieri che vogliono vedere gli sconfitti tra i vinti?

Sono 972.800 ( fonte UNHCR “appello globale 2001” p.199 versione francese ) le persone sotto l’autorità dell’alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati nella repubblica federale Jugoslava. Di questi 717.800 sono fuggite da tutte le aree della ex-Jugoslavia colpite dalla guerra e dalla “pulizia etnica”: dalle Kraine croate svuotate nel 1995 durante l’operazione tempesta dell’esercito di Tujiman, dalla Bosnia centrale oggi federazione croato-bosniaca, dalla Sarajevo assediata e da quella abbandonata, dopo aver bruciato le proprie case, al seguito del ritiro dell’esercito serbo bosniaco nel novembre nel 1995, da Vukovar,dalla Slavonia.
L’ultima ondata di profughi è arrivata dal Kosovo liberato dai bombardamenti della NATO. Abbandonate le proprie case nel giugno del 1999 al seguito dell’armata Jugoslava in ritirata, spaventati dalle ritorsioni messe in atto dagli albanesi rientrati in massa con le truppe della KFOR, molti hanno trovato a Belgrado l’ultima tappa di un viaggio durato dieci anni. Tra loro infatti si trovano famiglie che hanno percorso, spostati come pacchi dal regime di Milosevic per “serbizzare” le aree a minoranza serba, tutto il territorio di quella che fu la grande Jugoslavia.Uomini e donne alla disperata ricerca, tra un campo profughi e l’altro, di un luogo dove fermarsi. Oggi molti di loro vivono nei palazzetti dello sport o nelle baracche della periferia industriale di Belgrado.
Scacciati dopo tutte le sconfitte subite da un regime che li ha voluti nascondere agli occhi di tutti, fuggiti sotto la minaccia di ritorsioni e rancori, spesso con la consapevolezza di una vendetta inevitabile per crimini realmente commessi, a volte, invece, additati come colpevoli semplicemente perché appartenenti a quel popolo che si è macchiato delle maggiori crudeltà perpetrate in questi ultimi 10 anni di guerre, i veri sconfitti consumano le loro esistenze nelle piccole stanze dei campi cercando di integrarsi nell’umiliata società serba che ancora fatica a capire cosa sia realmente successo e che dovrà affrontare l’ultima dura prova con se stessa: scoprire ed accettare il proprio passato recente.

Defeated among winners

972.800: that’s the number of people set under the protection of the United Nations Authority for the refugees in the Yugoslav Federal Republic. Over 700.000 of them have escaped from the former Yugoslav areas struck by the war and by the aethnic cleaning: from Croatia in 1995 during the storm operation of the Tujiman army, from central Bosnia now transformed into Croat-Bosniac Federation, from Sarajevo assaulted and abandoned after burning their homes after the Serbian-Bosniac army withdrawal in November 1995, from Vukovar and from Slavonia. The last wave of refugees arrived here from Kosovo after the country liberation through the NATO bombing. After abandoning their homes in June 1999 following the Yugoslav army and frightened by the Albanians’ retaliations when these latter poured in again with the KFOR troups, many reached Belgrade as last stop of a 10 year long journey. Many of these Serbian families have run through the refugee fields of the whole Yugoslav territory looking for a place where to stay. They are living today in the sporting facilities and in the hovels in the Belgrade industrial suburbs. The overall number of Serbs escaped from Kosovo is 222.800.
I images feature the life of these really defeated people, escaped from a regime which now disregard them, or menaced by their enemies either for really committed crimes or simply because they belong to the nation perpetrating the most cruel actions during the past 10 years. They are now trying to survive and integrate themselves again in the Serbian society, where not everyone has fully understood what really happened.