Milord
Parigi,
Novembre 2002 – E’ passato quasi mezzo secolo da quando
Edith Piaf cantava Milord, la storia di una prostituta di strada che
consola un giovane aristocratico, abbandonato dall’amante, invitandolo
a sedersi al proprio tavolo in un caffè e offrendo comprensione
alla sua pena. 50 anni che hanno visto la scomparsa delle case chiuse,
la rivoluzione sessuale e la trasformazione del mestiere più
vecchio del mondo in schiavitù violenta e organizzata, dove
“les hombres de la rue” sono comprate e vendute in veri
e propri mercati nascosti nelle campagne d’Europa e nelle cantine
di Belgrado, Tirana, Valona e Sarajevo.
Anche la “ville lumière” non è esente da
questa trasformazione. Le prostitute di Pigalle e di Rue Saint Denis
sono diventate una minoranza, quasi un’attrazione turistica.
Al loro posto, poco più lontano, lungo i Boulevard che collegano
le porte di Parigi nell’anello della “peripherique des
Maréchaux”, ragazze provenienti dalla Nigeria e dai paesi
dell’est trascorrono le loro notti appoggiate ai lampioni e
alle pensiline degli autobus o, come accade al Bois de Vencennes,
sedute nelle cabine illuminate da piccole lanterne di furgoni parcheggiati
lungo i viali che attraversano il bosco.
Giovani, spesso minorenni, private dei documenti, portate con promesse
non mantenute in occidente, minacciate di ritorsioni sui familiari
rimasti nei paesi d’origine, senza alcuna conoscenza della lingua
francese, le ragazze sono “mediamente obbligate a guadagnare
380 € a sera di cui non toccheranno niente. Se si considera che
un protettore controlla in media una decina di ragazze è facile
conteggiare un guadagno personale per il protettore stesso e i suoi
complici che si aggira intorno a 1,4 milioni di Euro l’anno”
a fronte di un investimento iniziale per “l’acquisto di
una ragazza che varia tra 2500 e i 4000 dollari, 10.000 per una ragazza
vergine”. ( fonte: Mouvement du Nid, le Traffic du sex ed. les
essentiels de milan - 2002). Dall’inizio degli anni ‘90
ad oggi, dopo armi e droga, il traffico di esseri umani si è
guadagnato il terzo posto per dimensione e redditività: nella
sola Europa sono trafficate tra le 120.000 e le 200.000 donne l’anno.
La vendita dei loro corpi sulle strade frutta alle reti della tratta
di esseri umani 3 miliardi di Euro all’anno (dati relativi al
2000, fonte OCRTEH Office centrale de répression de la traite
des êtres humains).
